È una calda notte di agosto. Milano è silenziosa, quasi irreale.

  • 14 settembre 2018

E’ una calda notte di agosto. Milano è silenziosa, nessun rumore, quasi irreale.

Su un marciapiede ci sono delle persone sdraiate su dei cartoni. Penso che il clima aiuti queste persone a vivere per strada. Passo accanto, li guardo e uno con un gesto della mano mi chiede una sigaretta. Offrouna sigaretta a lui e ai suoi amici, che mi sorridono. Chiedo se posso sedermi, dicono di sì.

Riusciamo a dirci qualcosa aiutandoci con gesti e con il traduttore del cellulare.

Passano dei ragazzi che mi guardano tra il meravigliato e l’offeso, si fermano a un centinaio di metri, ci guardano continuamente,  prendo il cellulare e faccio vedere come se stessi a fare una chiamata, non so cosa pensano ma vanno via.

Sono somali, arrivati dopo un viaggio lungo e pericoloso, la cosa non mi meraviglia, ciò che mi stupisce è che nel loro racconto c’è serenità.

Mi chiedono alcune informazioni, cerco di aiutarli con fatica per via della lingua, riesco a scrivere degli indirizzi e poi li saluto augurando loro di riuscire a raggiungere i loro progetti.

Mi avvio verso casa, l’alba è vicina e penso a loro e tanti come loro che dopo aver passato la notte su un marciapiedi, inizieranno la giornata con paura ma anche con speranza.

Per loro, essere in Italia, non è un bel momento. Sentirsi braccati, insultati, picchiati e vivere nel terrore.

Molti pensano che hanno lasciato il loro paese per fare una gita, per vivere alle nostre spalle. Quanta ignoranza c’è in queste persone, quanta stupidaggine, e odio senza motivo.

A chi piace lasciare la propria casa, la propria famiglia, il proprio paese se non è costretto da motivi gravi e diversi? Possibile che siamo diventati così cattivi, e che abbiamo tanta rabbia dentro da sfogarci e mirare tutta questa rabbia verso il più debole, che può solo subire e sperare che l’alba porta un nuovo giorno, diverso, più positivo.

I miei pensieri vanno alle guerre per un pezzo di terra, per l’odio che è nell'essere umano. Eppure tutte le religioni parlano di amore che riceviamo e che dovremmo dare al nostro prossimo, e invece ci prendiamo a schiaffi, ignoriamo chi vive lontano in altri paese, e non possiamo sopportare chi vive nella porta accanto.

Perché? Perché siamo diversi, ma la nostra diversità non dovremmo combatterla ma mettere insieme, solo così ci si può convivere. 

Antonio

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